Mauritius, un paradiso da vivere “slow”

pubblicato in: Projects, Travel | 0

Clima vacanziero, voglia di mare, spiagge bianche, caldo, mi basta guardare le foto di Mauritius e mi rituffo nei ricordi di una vacanza che ci ha fatto davvero sognare.

Quante volte abbiamo sentito dire o abbiamo detto, “le Mauritius”? Faccio subito outing ed ammetto di avere fatto questo errore più di una volta, si dice infatti “Mauritius” essendo una sola isola. Inizio il mio racconto proprio da qui, volendo correggere il mio errore e magari quello di altri.

Mauritius è un’isola dalle dimensioni ideali, abbastanza piccola da poterla visitare tutta ed abbastanza grande per offrirti diverse tipologie di vacanza, scorci e scenari naturali. Dal cielo blu che si fonde con l’azzurro intenso del mare, alla vegetazione verdissima e selvaggia fatta di palme e canna da zucchero, alle case dai mille colori; Mauritius offre una gamma cromatica impressionante che dona sempre nuove sfumature. Anche per questo motivo abbiamo alloggiato in tre zone diverse dell’isola per non perderci proprio nessun angolo di questa meraviglia.

E’ vero, è un po’ lontana, il viaggio è lungo, noi abbiamo volato da Parigi con Air Mauritius, ma si viaggia di notte e ci sono solo due ore di fuso orario; questo ti aiuta a recuperare in fretta la stanchezza ed inizi subito a goderti la vacanza. Per noi è stato assolutamente così, in verità abbiamo iniziato a pregustarcela ancora prima di arrivare. I viaggi non sono fatti solo di luoghi ma anche di persone. Innanzitutto quelle con cui si viaggia e noi eravamo compagnia dei nostri cari amici Stefano e Riccardo, meglio conosciuti come GNAM BOX, ma anche delle persone che incontri ed i mauriziani sono meravigliosi, gentili, ospitali, disponibili e cosa importante, sorridenti.

 

 

Siamo arrivati la mattina presto, anzi prestissimo, visto che siamo atterrati con ancora il buio. Mi era capitato in passato di arrivare all’alba e trovo che sia sempre un inizio “delicato ed elegante”. Sembra di entrare in punta di piedi, di sbirciare con discrezione la vita delle persone e di scoprire un luogo lentamente. Nonostante fosse Inverno (magari avessimo noi quell’Inverno), l’aria era caldissima, aveva smesso di piovere da poco ed i grandi nuvoloni facevano lentamente spazio ai primi raggi di sole rendendo il cielo ancora più spettacolare. Nel tragitto dall’aeroporto all’albergo, l’isola ha cominciato a svegliarsi, abbiamo percorso strade in mezzo a campi di canna da zucchero, attraversato villaggi, visto la gente uscire di casa e costeggiato il mare in un silenzio d’ammirazione e rispetto. Circa un’ora di viaggio direzione Belle Mare, a Est dell’isola e siamo arrivati al nostro primo albergo, stanchi ma già entusiasti di questo arrivo… ed era solo l’inizio.

 

Premetto che siamo stati una sola settimana a Mauritius ed è stata una settimana decisamente intensa e ricca di tantissime esperienze (3 location, 4 corsi di cucina, giri in barca, visite naturalistiche, degustazioni di rum e tanto altro ancora). Sono felicissima di tutto quello che l’isola ci ha offerto e grazie all’MTPA (Ente del Turismo Isola di Mauritius) abbiamo potuto assaporare ogni cosa cercando di godere il più possibile delle meraviglie.

Al mio ritorno in molti mi hanno chiesto dove andare, cosa vedere e devo dire che scegliere non è stato affatto facile. Ho deciso quindi di preparare una mini guida “Slow Mauritius”, di soli 10 posti, assolutamente imperdibili, che meritano il giusto tempo per essere gustati fino in fondo…

Se avete voglia di spostarvi, il mio primo consiglio è quello di soggiornare almeno in due location così da poter visitare più agevolmente tutta l’isola, e poi è un modo per vedere spiagge e resort diversi. Due posizioni ideali sono la parte Est Belle Mare e Sud-Ovest Le Morne.

 

IMG_6631

 

1) Il primo posto Slow, è sicuramente l’hotel LUX* BELLE MARE. Un posto che sembrava non smettere mai di stupire, fatto di infiniti angoli da scoprire come il rum bar Mari Kontan, il CAFFE’ LUX* con roaster annesso, il van con Rolls-Royce per lo street-food, la piscina che si spingeva fino all’oceano e soprattutto fatto di persone sorridenti e gentilissime che non ti facevano sentire un turista ma loro ospite. MUST dell’esperienza la colazione speciale in riva all’Oceano.

 

2) Sempre all’interno del LUX* si trova il Ristorante Amari by Vineet (cucina indiana), l’unico ristorante stellato dell’Isola. Decisamente il miglior indiano della mia vita, non solo per la qualità del cibo ma anche per la loro ospitalità. Durante l’attesa infatti, ci siamo lasciati attrarre dalla cucina a vista, ad ammirare la preparazione dei loro piatti; è bastato un sorriso e lo chef ci ha invitato dentro a preparare uno dei piatti più tipici, il Naan (pane indiano). Piatto da sogno: chicken tikka.

 

 

IMG_7171

 

3) Lo scrittore Mark Twain diceva “Dio inventò Mauritius e poi creò il paradiso terrestre”. Mai citazione può essere più calzante, la meraviglia del paesaggio merita sicuramente una nota d’onore. Lo spettacolo migliore ce l’ha regalato la zona di Le Morne, quando abbiamo soggiornato al DINAROBIN Hotel a Sud dell’isola. Un paesaggio da “Jurassic Park” (come spesso citavamo). Oceano da una parte, montagne a strapiombo dall’altra tutto immerso in un verde intenso fatto di palme, canneti e alberi secolari.

Scegliere un hotel in questa zona vi permetterà di visitare in tempi brevi di percorrenza la fabbrica di tea Bois Cheri, il lago Sacro Grand Bassin, le Terre Colorate di Chamarel e per gli appassionati di rum, la Rhumerie de Chamarel. Tutto questo è visitabile in giornata.

 

IMG_7412

 

4) Pamplemousse Botanic Garden.Vi faccio una confidenza, non ho il pollice verde (riesco a fare sopravvivere solo piantine aromatiche… nemmeno le piante grasse sopravvivono), ma trovo affascinanti gli orti botanici. Chiamare “giardino” quello che abbiamo ammirato di Pamplemousse è davvero riduttivo non solo per la sua grandezza o per le specie mai viste prima, ma per le proporzioni di alcune piante, talmente grandi da farti sentire piccola. Il giardino con le “Giant Water Lily Pond” ne è un esempio. Sembra un posto fatato, da godere rigorosamente lentamente.

Curiosità: questo è uno degli orti botanici più antichi ed importanti dell’emisfero sud.

 

DSC_1571

 

5) Quando si pensa a Mauritius, si immaginano principalmente i paesaggi (giustamente); c’è però una cultura alimentare, la cucina creola, molto affascinante nata da un mix di popolazioni e di differenti culture che hanno vissuto armoniosamente per secoli e si sono contaminate reciprocamente. La cucina come sapete è sempre una delle mie chiavi di lettura per conoscere un popolo; ho deciso di parlarne in maniera più approfondita in un prossimo post dove mi cimenterò in una serie di ricette che ho imparato; stay tuned!

Grazie alle lezioni con gli Chefs abbiamo assaporato diverse sfumature della cucina locale. Il Sous-Chef Berthy del Dinarobin ci ha insegnato la cucina tradizionale, quella che mangiano tutti i giorni; con lo Chef Fabio de Poli patron de La Table du Chateau presso  Chateau Labordonnais  abbiamo intravisto alcune sue possibili evoluzioni con una chiave di lettura più contemporanea ed infine, al RESORT TROU AUX BICHES, abbiamo preparato una cucina di mare, visto che abbiamo cucinato pesce fresco in spiaggia arrivato direttamente da noi con una barca.

 

DSC_2099

 

6) E’ proprio durante una cooking lesson con lo chef De Poli, che abbiamo avuto l’opportunità di visitare Goodlands un mercato locale per acquistare alcuni prodotti per la nostra lezione. Eravamo gli unici “non Mauriziani” (chef compreso), e questo è spesso un buon segno. Siamo stati risucchiati dal fascino di questo mercato fatto di voci forti ma non urlate, di un’infinità di bancarelle ma stranamente ordinate, di frutta e verdura mai vista prima, di penombre che scoprono degli angoli e di una tettoia ondulata che faceva filtrare una luce unica a questo posto.

Essendo gli unici stranieri, ero convinta che fossero riluttanti a farsi fotografare, invece è stato esattamente l’opposto; erano orgogliosi, anche le signore anziane, se chiesto con gentilezza, di farsi fotografare ed emanavano tutta la loro calma e positività. Siamo usciti dal quel mercato, ricchi e appagati come non mai.

 

IMG_7375

 

7) A Mauritius, grazie alla sua storia, troverete diverse case coloniali ed io mi sentivo un po’ “Miss Rossella” in “Via col vento”. Ci sono posti che sembrano aver fermato il tempo ad un preciso istante e MAISON EUREKA è sicuramente uno di questi. Immerso nella natura, questa casa coloniale ha un fascino decisamente misterioso, seduta nel portico ad ammirare il paesaggio, ti sembra di osservare il passato. Vi consiglio di arrivare per pranzo così da potere assaporare la cucina creola.

Essendo la Maison poco distante da Port Louis, nella stessa giornata potrete visitare così la Capitale e per gli appassionati di cibo non potrà mancare una tappa al Central Market, pieno di colori e profumi.

 

DSC_1749

 

IMG_7044

 

8) Chamarel coloured earths: all’interno dell’isola si trova in mezzo a foreste di bambù e palme, uno spettacolo unico al mondo. Sicuramente una delle attrazioni più fotografate dell’isola, chiamata anche “Le Terre dai 7 colori” sono una piccola vallata dove la terra mostra differenti sfumature di colore (7 appunto) che vanno dal blu al rosso. Il viaggio merita, anche perché si è nel bel mezzo della vegetazione ed è davvero una bella immersione per noi abituati alla città.

 

FullSizeRender

 

9) Mauritius, oltre a regalare scorci strepitosi, offre anche una serie di prodotti molto interessanti per i quali i locali  ne vanno giustamente orgogliosi. Il rum, il sale, la vaniglia e il thè sono alcuni di questi. Proprio la visita alla fabbrica di tea di Bois Cheri è stato uno dei tour più interessanti che abbiamo fatto poiché non è solo una fabbrica ma ha anche la sua piantagione. Non ne avevo mai vista una e scoprire il processo dalla raccolta all’essicazione è stata un’esperienza immersiva e molto piacevole.

 

IMG_7241

 

10) Come detto prima il Rum è decisamente la bevanda locale ed il Ti Punch (drink a base di rum) sarà sicuramente un nostro must in queste serate estive. Per chi volesse approfondire e capire i processi della produzione, consiglio la visita a la Rhumerie de Chamarel, se invece avete voglia di passare una piacevole serata, vi consiglio RUM SHED, una delle rhumerie più fornite dell’Isola. Si trova all’interno del Resort Shanti Maurice, una piccola oasi di pace dove rilassarsi e fare meditazione. Questa piccola rumeria è costruita con assi di recupero di vecchie barche, tutto l’arredamento è fatto di materiali di reciclo o di seconda mano abilmente abbinati.

 

Questa è la nostra mini guida, ma se siete interessati ad un viaggio in questa meravigliosa isola, vi consiglio di seguire la  PAGINA FACEBOOK DI MAURITIUS per trovare idee e spunti.

Per qualsiasi informazione l’MTPA, l’Ente del turismo Isola di Mauritius ha i suoi referenti a Milano presso AIGO info@mauritius.aigo.it che sapranno aiutarvi.

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.