Hallo Material

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Nonostante viva a Copenhagen da un pochino, non ero mai andata a vedere il DANISH DESIGN CENTER (e ho pure un moroso designer!). Ieri, eravamo in giro per vedere un appartamento e dopo la grande delusione, ci siamo rifugiati  al DDC. Il museo, in generale e’ quel posto dove i pensieri sono dirottati e incanalati altrove senza che tu riesca a comandarli, oltre a essere interessante e costruttivo, lo trovo sempre terapeutico! E ieri dovevamo distrarci dal pensiero della nuova ricerca!

Detto fatto! In questo momento al DDC c’e’ una mostra temporanea sui materiali “HALLO MATERIAL” e subito parte la voglia di toccare, accarezzare e far curiosare le dita su materiali nuovi e strani.

Sono sempre stata attirata dal senso del tatto e spesso mi ritrovo inconsapevolmente ad allungare le mani e far scivolare i polpastrelli ovunque, su carta, plastica, stoffa..e tanto altro. Ho sicuramente le mani piu’ curiose della testa e questa mostra mi incuriosiva proprio! Il fatto che poi si possa toccare e’ una cosa affascinante e a me molto cara: credo fermamente nella conoscenza a 360 gradi e preferisco altri sensi a quello della vista che spesso ci imbroglia per conoscere il mondo!

La mostra spaziava da materiali chimici a materiali naturali, gomma delle scarpe, imballaggi in carta e cartone, fibre tessili leggerissime ma resistentissime, stoffe che si decompongono, fibre di vetro,  vele delle barche, spugne, funghi che in futuro sostituiranno la plastica, metalli, polveri fluorescenti e tanto altro..

Non c’era un vero e proprio percorso, era piu’ una presentazione sull’uso dei materiali negli oggetti di tutti i giorni, e su come il riciclo e riuso di questi inevitabilmente si interfacci con il loro nuovo utilizzo.

Il tutto intervallato da scenari futuri dove le superfici diventano interattive e assumono valore e importanza quasi quanto l’ oggetto stesso.

Tutto il percorso era accompagnato da sintetiche didascalie che chiarivano la composizione e l´uso del materiale, e molti video accompagnavano gli occhi e aiutavano le mani.

La parte per me piu’ bella e’ stata un corridoio tattile dove erano presentati tanti materiali da toccare, un bel percorso per polpastrelli!

La collezione stabile del museo invece presenta gli oggetti di design disegnati e progettati da danesi.

Ogni tanto mi sorprendo ancora di come il design faccia parte della vita quotidiana dei danesi: hanno una cultura che sicuramente ha radici antiche e lo si vede ovunque, per esempio dall’ essenzialita’ con la quale scelgono gli arredamenti e gli oggetti (pochi ma buoni e sempre belli) che fanno parte della loro quotidianita’, dal cavatappi, alla ciotola di ceramica, allo strumento tecnologico, al vaso da fiori, alla lampada, fino ad arrivare allo strofinaccio con grafiche nordiche.

Una bella parentesi in una giornata che aveva preso una brutta piega! Ecco cosa puo’ fare il design!!

3 risposte

  1. Paola farneti

    Ciao Ila, e’ bello che tu e Lidia vi siate organizzate insieme ,nonostante la distanza fisica, in questo blog (non so neanche se si dica cosi). E’ interessante leggere i vostri consigli su svariate cose. Soprattutto constatare la serietà e l’impegno che ci mettete. Baci. Paola Farneti

    • Grazie Paola e grazie Ila… il merito è di entrambe!!! Noi ci proviamo e speriamo di migliorarlo sempre più e che soprattutto piaccia sempre di più… per il momento ci state facendo tutti i complimenti e siamo felici.
      Fatti una pagina internet, così quando parlo dei tuoi lavori, ti linko al tuo sito 😉
      Baci
      L

  2. Grazie Paola!!
    L’ idea e’ della Lidia e i meriti sono tutti i suoi, io provo solo a starle dietro!!
    La distanza fisica come vedi oggi si riduce a un niente..merito della tecnologia!
    Quando vieni a trovarci per testare dal vivo se dico la verita’ su questa freddonia che racconto?? Spero che tu stia bene! Baci baci Ilaria

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